Archivio per 27 marzo 2011

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Moggi ancora assolto per Farsopoli

27 marzo 2011

Negato il principio dell’associazione a delinquere, gli avvocati puntano all’assoluzione piena in Cassazione

Sconto di pena per Luciano e Alessandro Moggi, nell’ambito del processo d’appello per il caso GEA, la società che ha curato le procure di molti calciatori del campionato italiano a partire dal 2000. In primo grado, i due Moggi erano stati condannati rispettivamente a 1 anno 6 mesi di reclusione e 1 anno e 2 mesi. Oggi, la Corte d’Appello di Roma ha ridotto a 1 anno e 5 mesi le pene detentive, mentre restano i risarcimenti fissati in 10.000 e 2.000 euro a favore dell’ex procuratore Stefano Antonelli e della Federcalcio, nell’ambito della vicenda legata al giocatore Manuele Blasi. In questo caso specifico, era l’ex dg della Juventus a risultare imputato, mentre il figlio Alessandro era stato condannato per le vicende relative ai due bielorussi Zetulayev e Budjanskij.
L’avvocato Matteo Melandri, legale di Luciano Moggi, si aspettava di più: “È stato respinto il ricorso in appello dei pm che volevano riproporre l’associazione a delinquere. Tutte le pene sono coperte dall’indulto ma andremo in Cassazione. Speravamo nell’assoluzione definitiva. I giudici hanno scelto la sentenza più facile. E’ andata bene ma poteva andare meglio. Siamo convinti che così andrà in Cassazione”. Parere più o meno identico quello del difensore di Alessandro Moggi, l’avvocato Rotella: “Ci aspettavamo l’assoluzione, è rimasta un’imputazione sui bielorussi, è paradossale: una tentata violenza nei confronti di due persone con le quali Alessandro ha parlato per tre mintui in totale come emerge dagli atti di questo processo. Va segnalato comunque che la tesi principale del processo è crollata: niente associazione e ancora una volta assoluzione per il nostro altro assistito Zavaglia”.
A proposito di quest’ultimo, è stato prosciolto da qualsiasi accusa anche in secondo grado, alla stregua di Davide Lippi e Franco Ceravolo, mentre è stato giudicato inammissibile il ricorso presentato dai pm nei confronti di Pasquale Gallo. Ma il punto più importante messo a segno dalla difesa è stata la negazione dell’esistenza di un’associazione a delinquere che controllasse il meccanismo delle procure dei calciatori. Un aspetto da tenere in considerazione in vista delle prossime udienze di Calciopoli, l’altro grande processo che vede imputato Lucianone e che, dalle ultime risultanze, potrebbe esaurirsi nell’ennesima bolla di sapone. Anche in quel caso, si parla di una presunta Cupola, la cui esistenza è tutta da dimostrare nelle aule del Tribunale di Napoli.

Andrea Distaso (Eurosport)

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