Archivio per Settembre 2007

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Briatore si affida alla vecchia Juve

29 Settembre 2007

Ceravolo responsabile dell’area tecnica del Queens Park Rangers

La vecchia Juve torna alla ribalta e sbarca in Inghilterra per ri­lanciare un club dalle grandi tradi­zioni che in questo momento naviga in un mare di difficoltà. Flavio Bria­tore, che ha acquistato la quota di maggioranza del Queens Park Ran­gers che era in mano ad Antonio Ca­liendo e Gianni Paladini, ha affidato la gestione sportiva della società a Franco Ceravolo, l’uomo che negli anni passati ha portato alla Juventus una quantità industriale di talenti che sono serviti al club di corso Gali­leo Ferraris di superare il periodo di grande emergenza.
Que­st’anno ha ricevuto numerose propo­ste ma ha preferito aspettare la chia­mata giusta: è bastata una telefonata di Flavio Briatore, grande tifoso ju­ventino, a convincerlo. A lui il compi­to di rilanciare il prestigioso club lon­dinese che non sta attraversando un momento di splendore. Occupa le ulti­me posizioni della League Champion­ship (la serie B inglese) ma c’è un pro­gramma, oltre ad ingenti mezzi fi­nanziari, per tornare nella Premier e infastidire i grandi club londinesi che stanno dominando sia in Inghilterra sia in Europa. Il compito di Franco Ceravolo è difficile ma nello stesso tempo esaltante. (Fonte: TuttoSport)

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Briatore nel pallone

12 Settembre 2007

Sbarca nel calcio con i Queens Park Rangers

Formula uno e calcio non sembrano avere molto in comune se non quando vediamo qualche fortunato calciatore alla guida di una Ferrari o una McLaren. La notizia di questi giorni è però che Briatore, insieme a Bernie Ecclestone, ha acquistato il club inglese dei Queens Park Rangers.
La strana coppia investirà nella squadra che attualmente milita in serie B oltre 40 milioni di euro ma Briatore si è prontamente affrettato a dichiarare che il club sarà gestito con un occhio molto attento al bilancio simile alla strategia attuata dall’imprenditore piemontese nella gestione del team Benetton in F1.
Mi vengono in mente un paio di considerazioni: come mai il buon Flavio non ha pensato di investire in Italia con le tante squadre (anche in serie A) bisognose di capitali freschi e di imprenditori veri? Siamo davvero certi che essere stati oculati nell’automobilismo possa dare garanzie anche nel football? Alla prima domanda mi trovo facilmente una risposta: troppa pressione mediatica nel calcio italiano e tifosi troppo accaniti.
Ve lo immaginate Briatore e Gregoraci allo stadio subissati di insulti improponibili e costretti a girare sotto scorta dopo la sconfitta in un derby o una debacle inaspettata in campionato? All’estero queste cose succedono raramente, soprattutto nella nobilissima Inghilterra che diventa quindi terreno florido per la nuova avventura del brizzolato manager. L’automobilismo è uno sport è vero ma troppo lontano dal calcio dove, caso Moggiopoli a parte, conta ancora l’uomo, artefice nel bene e nel male dei suoi successi.
Dirigere un team di professionisti composto da 2 piloti, da ingegneri e meccanici lo trovo troppo differente dal mondo pallonaro composto da 30 giocatori tutti diversi da loro e tutti convinti di giocare meglio di Maradona. Se non l’avete mai fatto visitate il sito di Briatore www.flaviobriatore.it . La frase che mi ha colpito di più è “Un uomo che costruisce successi”. Locali per vip, formula uno, casa farmaceutica insomma tutto quello che tocca diventa oro. Si vocifera addirittura di un contatto con Fabio Capello (troppo protagonisti entrambe per stare vicini) che potrebbe prendere la squadra in mano.
Francamente se sarà davvero Briatore ad occuparsi del Queens Park Rangers non scommetterei 1 euro sul fatto che entro breve lo storico club ritrovi gli antichi splendori. Il buon Flavio però potrebbe davvero stupirci ancora una volta, anche qui, con una “pole” inaspettata.

Fabrizio Gerolla (www.collovati.it)

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Per non dimenticare

11 Settembre 2007

Collina, nuovi arbitri per una nuova sudditanza

La memoria gioca brutti scherzi. Tuttavia mi sembra di ricordare che si incominciò a dire che Collina era il nostro miglior arbitro internazionale quando, grazie ai suoi errori, il potentissimo Real Madrid vinse una partita che altrimenti avrebbe perso. E mi sembra anche di ricordare con esattezza che arbitrò Perugia-Juventus sotto il diluvio, facendo proseguire la partita in spregio a ogni regolamento, perché era stato mandato lui ad arbitrare la partita, invece di un altro, in quanto “era il più bravo” e meglio di altri avrebbe saputo garantire la bontà del risultato finale. Che, per motivi di ordine pubblico, tutti volevano che fosse la sconfitta della Juve.
Ma la memoria non mi può tradire se ricordo che De Santis è stato cacciato anche se non c’è nessuna sua telefonata con Moggi. Mentre Collina che parlava al telefono con l’addetto agli arbitri del Milan per incontrarsi segretamente con Galliani (ma il Palazzo del calcio è stato ben felice che Palazzi archiaviasse) è stato incoronato designatore degli arbitri per il modico compenso di 500.000 Euro lordi all’anno (diciamolo in lire, che è più chiaro, un miliardo all’anno). Se non sbaglio, Agnolin, chiamato un anno fa per rimettere un po’ di ordine, intanto ha dato le dimissioni.
Gli arbitri designati da Collina, come sappiamo, non vedono i rigori contro l’Inter, fischiano di tutto e di più alla Fiorentina in attacco mentre il Milan è in difficoltà, e vedrebbero i rigori contro la Juve anche se non ci fossero. Non glielo ha detto Collina di fare così. Però gli arbitri pensano di non dover deludere il designatore e sanno che un errore a favore dell’Inter è liquidato in due minuti, mentre un eventuale errore a favore della Juventus sarebbe mostrato diecimila volte alla moviola di ogni TV.
I dirigenti e i giocatori della Juventus, a ragione, non rilasciano pubblicamente alcun commento: persino un flebile lamento verrebbe presentato come un gesto di arroganza. Però possiamo e dobbiamo farlo noi appassionati di calcio; e i pochi giornalisti non asserviti al Palazzo.
Il panorama dell’informazione calcistica è infatti preoccupante. Primo. Da un lato c’è la Restaurazione: tutto è normale, tutto è regolare, la Juve è stata condannata perché colpevole e l’Inter non è stata condannata perché è archiviata. Secondo. Dopo il linciaggio dell’anno scorso, i moralisti di TV e giornali continuano in una sistematica opera di attacco nei confronti della Juventus, presentandola addirittura come favorita dagli arbitraggi. La cosa, oltre a confermare che la decapitazione dell’anno scorso era giusta, serve sia a mantenere sotto tiro gli arbitri, sia a preparare il terreno per un prossimo linciaggio nel caso che la Juve torni ad essere competitiva. E tutto questo presentandosi non come gli uomini di parte che sono, ma come i tutori della regolarità del campionato. Anche nella Birmania dei dittatori l’informazione funziona così.

Paolo Bertinetti, Presidente Associazione Nazionale Amici della Juventus (Tuttosport, 11 settembre 2007)

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Moratti fa scuola

3 Settembre 2007

Cellino Show