Archivio per Marzo 2007

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QB consiglia

22 Marzo 2007

TELECOM: DEBITI E SPIE

di Sigfrido Ranucci
REPORT – Domenica 25 marzo, h. 21.30

Pensionati e politici, giovani in cerca di lavoro e uomini della finanza italiana e straniera, calciatori ed extracomunitari, veline: tutti spiati. Migliaia di dossier, decine di società d’investigazione, milioni di euro su conti esteri bruciati per attività illegali.
E Telecom? E’ accusata di aver pagato le fatture agli spioni con i soldi delle bollette telefoniche degli spiati. Il settore security della Telecom era stato trasformato in una struttura d’intelligence all’ombra del suo capo Giuliano Tavaroli.
Complici gli amici d’infanzia Emanuele Cipriani, fiorentino, investigatore privato della Polis D’Istinto e Marco Mancini, il numero due del Sismi. Due ex brigadieri dei carabinieri dalla carriera velocissima arrivati ai vertici di Telecom e del Sismi. Con loro un ragioniere che si trasforma in un investigatore privato capace di archiviare in un cd notizie e informazioni riservate su 5.000 persone e 600 aziende.
La rete degli spioni era in grado di avere informazioni riservate da tutto il mondo, aveva rapporti con ex uomini della Cia e di altri servizi segreti, riusciva ad intrufolarsi nei conti correnti italiani e esteri, fino a raccogliere dossier sulle società con sede nei paradisi fiscali.
Perché tutti quei dossier? A chi servivano e come sono stati utilizzati? Le incursioni informatiche dentro le grandi aziende partono dagli uffici Telecom. Un momento difficile per la più grande azienda di telecomunicazioni italiana, sommersa anche dai debiti.

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Un uomo, un mito

19 Marzo 2007

La coda di paglia e lo scudetto di cartone

Stava per rispondere alle domande dei giornalisti che (come ogni santo giorno, n.d.r.) lo aspettavano fuori dal suo ufficio ma poi, dal bar vicino, ha sentito qualcosa che proprio non gli è piaciuto. Massimo Moratti ha quindi abbandonato taccuini e microfoni per andare a rispondere a un signore seduto a un tavolino del locale che, tra insulti e accuse varie, aveva definito «uno scudetto di cartone» quello che l’Inter ha vinto lo scorso anno a tavolino.
«Si tolga lo scudetto di cartone, se lo tolga», gli ha urlato l’uomo, circa 40 anni in giacca e cravatta. «Mi vuole picchiare?», ha poi detto quando ha visto Moratti avvicinarsi a lui. «No, le dico solo che non è educato quello che sta facendo», è stata la risposta di Moratti. «Io sono scostumatissimo, faccio il gesto dell’ombrello e mando a fare in c… Ronaldo», ha ribattuto l’uomo, con chiaro riferimento al comportamento del presidente nerazzurro durante il derby.
L’intervento del proprietario del bar non è servito a calmare l’uomo che ha replicato che «ognuno si deve contenere nelle sedi opportune e poi io sono sul suolo pubblico». «Bè, allora faccia quello che le pare», ha risposto un Moratti sempre più scocciato, che all’ennesima provocazione («Mi faccia anche intercettare»), ha definitivamente perso la calma: «Se lo metta in bocca il telefono», ha detto prima di andare a parlare con i giornalisti. (ViviMilano.it)