Archivio per Gennaio 2007

h1

Smascherare gli “onesti”

28 Gennaio 2007

La notizia che anche l’Inter e Massimo Moratti – dopo il Milan e Adriano Galliani – sono indagati per falso in bilancio, chiude il cerchio giudiziario ed etico apertosi il maggio dello scorso anno a carico della so­cietà nerazzurra. Silenziato dal fragore di Calciopoli, minimiz­zato o, peggio, oscurato dai mezzi di comunicazione, colpe­volmente omesso dagli organi di giustizia sportiva, il poderoso dossier-Inter si compone ades­so di tre capitoli cruciali. Uno: il patteggiamento con cui è pas­sata in giudicato tutta una serie di reati (dalla ricettazione al fal­so), imputabili al dirigente Ga­briele Oriali e al giocatore Al­varo Recoba per il passaporto da comunitario dell’uruguaia­no. Due: il coinvolgimento di Massimo Moratti nell’affare­ Telecom e, per quanto è dato sa­pere – in forza dell’ammissione dello stesso presidente – nell’e­sercizio di controllo dell’attività privata dell’ex arbitro De San­tis. Tre: il doping amministrati­vo che la Procura di Milano ipo­tizza a carico del club neraz­zurro e senza la cui pratica l’In­ter non sarebbe nemmeno riu­scita a rientrare nei parametri previsti per l’iscrizione al cam­pionato 2004-2005.E’ lampante quanto l’accusa di falso in bilancio e il ricorso a plusvalenze fittizie rappresenti di gran lunga il fatto inequivo­cabilmente più grave. Innanzi tutto perché pone l’Inter di Mo­ratti sul piano dei molti club che hanno commesso irregolarità contabili per ottenere benefici sul piano tecnico e al di fuori dal piano regolamentare. In secon­do luogo perché toglie al club nerazzurro, e stavolta in manie­ra definitiva, quell’aureola in­debitamente costituitasi con la farsesca assegnazione dello «scudetto degli onesti», di cui una parte degli interisti sembra andare fiera. Tanto più che l’ar­tifizio per aggirare i vincoli del­l’iscrizione potrebbe riguardare – secondo alcune interpretazio­ni – la stagione 2005-2006, ov­vero quella «premiata» con il tricolore sottratto alla Juve.La nostra onestà impone di as­sumere lo stesso atteggiamento che, pur in solitudine, abbiamo tenuto durante Calciopoli. Ov­vero la presunzione di innocen­za e il diritto alla difesa per chic­chessia. Siamo sempre stati con­tro i processi sommari e le for­che. Ma anche contro una giu­stizia, sportiva o ordinaria, che da un occhio non vede e da un orecchio non intende ascoltare.

Giancarlo Padovan (Tuttosport, 18 gennaio 2007)

h1

Plusvalenze, deferite Inter e Milan

26 Gennaio 2007

La procura federale manda alla disciplinare le due società e Gabriele Oriali

La notizia era già nell’aria e adesso è ufficiale: deferimento per Inter e Milan per la vicenda del portiere Simone Brunelli, il cui caso è sfociato nell’inchiesta su bilanci e plusvalenze. La relazione fornita dall’ufficio indagini della Figc guidato da Francesco Saverio Borrelli ha portato la Procura federale a deferire presso la commissione disciplinare le due società milanesi, Gabriele Oriali, all’epoca dei fatti direttore tecnico dell’Inter e ora consulente di mercato di via Durini, i medici sociali del club rossonero e lo stesso Brunelli. Oriali deve rispondere di slealtà sportiva e della violazione dell’articolo 91 delle Norme organizzative interne della Figc, ovvero l’obbligo di assicurare a ciascun tesserato lo svolgimento dell’attività sportiva secondo quanto stipulato nel contratto. L’Inter è stata deferita per responsabilità diretta mentre per quanto riguarda i cugini rossoneri, la Procura ha deferito i medici sociali e i responsabili sanitari per la stagione 2002-03 e per quelle successive per la violazione dell’articolo 44 delle NOIF, quello che riguarda gli adempimenti per la tutela medico sportiva all’interno delle società. Per il Milan è scattato invece il deferimento per responsabilità oggettiva. Deferito, infine, lo stesso protagonista della vicenda, Simone Brunelli, per essersi rivolto all’autorità giudiziaria violando la clausola compromissoria.Il calciatore Brunelli si era rivolto nell’estate 2005 ai giudici perchè era stato ceduto dal Milan all’Inter senza aver mai firmato alcun contratto. La sua denuncia diede il via a un’indagine che portò a scoprire una supervalutazione del 23enne portiere e all’apertura di inchieste, sia presso la procura di Milano che presso l’ufficio indagini federale, sui bilanci e sulle sospette plusvalenze gonfiate nella vendita di calciatori. I deferimenti scattati oggi, però, riguardano solo una parte della vicenda, ovvero il trattamento riservato a Brunelli che, valutato oltre tre milioni di euro e infortunatosi gravemente durante il prestito dall’Inter alla Pro Sesto, non avrebbe ricevuto tutte le cure mediche del caso.  Tornando quindi ai deferimenti, il procuratore federale Stefano Palazzi ha trasmesso gli atti anche al commissario Pancalli per eventuali valutazioni di carattere disciplinare secondo quanto previsto dall’articolo 43 delle NOIF (tutela medico sportiva) precisando di aver «dato incarico all’Ufficio indagini di proseguire negli accertamenti già intrapresi da tale organo inquirente, con riferimento a eventuali illeciti in materia gestionale ed economica». In altre parole, il caso Brunelli non finisce qui. «Io sono tranquillo: voglio capire un pò di più anch’io dopo quello che ho letto sui giornali di questa mattina. Comunque sono tranquillo, non c’è nessun problema». E’ questo il laconico commento rilasciato dal “patron” interista Massimo Moratti in merito alla vicenda. (La Stampa)

h1

Scandalo a Milano

25 Gennaio 2007

COSÌ INTER E MILAN TAROCCAVANO I BILANCI

ESCLUSIVA L’”ESPRESSO”. Valori “irrealistici” nella compravendita di giocatori. E nei bilanci. Le conclusioni del perito nominato dai pm.

Quanto vale Hernan Crespo? È fuor di dubbio che l’attaccante argentino sia un gran campione. Ma quando si passa dai discorsi da bar alle valutazioni monetarie, quelle che hanno a che fare con i bilanci e il vil denaro, allora la questione si fa più complicata. Difficile, davvero difficile, individuare i parametri giusti per trasformare il giudizio sportivo in un dato finanziario. La materia, a quanto pare, si è rivelata particolarmente ostica per i dirigenti dell’Inter. A proposito di Crespo, i manager nerazzurri hanno cambiato idea tre volte nel giro di un anno o poco più. Secondo il bilancio chiuso a giugno 2002, il campione sudamericano valeva 38 milioni di euro. A febbraio del 2003, la perizia contabile redatta in osservanza del decreto spalmaperdite dà un taglio netto di oltre 33 milioni: Crespo vale 4,45 milioni garantisce il professionista Luigi Borrè. Passano quattro mesi e il fuoriclasse prende il volo. In tutti i sensi, contabile e non. Viene spedito in Inghilterra, al Chelsea, che per averlo sborsa 24 milioni, somma iscritta nei conti interisti del 2004, con relativa maxiplusvalenza.
E allora qual è il prezzo giusto? Mistero. L’interrogativo potrebbe tutt’al più restare oggetto di talk show televisivo pallonaro, se non fosse che quei valori sono finiti anche sui bilanci dell’Inter. E il codice civile prescrive che le poste dello stato patrimoniale, così come del conto economico, devono dare una rappresentazione veritiera e corretta della situazione della società e del suo risultato economico. Può essere considerata “veritiera e corretta” la valutazione di un calciatore come Crespo che cala di quasi il 90 per cento in pochi mesi per poi risalire di lì a poco del 500 per cento?
Nasce anche da questa domanda l’indagine penale che coinvolge, tra gli altri, il patron dell’Inter, Massimo Moratti, insieme al suo collega rossonero Adriano Galliani. False comunicazioni sociali, questa l’ipotesi di reato formulata dai pm di Milano. L’inchiesta riguarda i bilanci al 30 giugno del 2003 e del 2004 per la squadra nerazzurra. Stesso discorso per la società controllata da Berlusconi, che però, dal 2003, chiude i conti al 31 dicembre. Va detto che in quel periodo le due storiche rivali si sono date una mano a vicenda, scambiandosi una pattuglia di giovani promesse. Operazioni a dir poco fortunate, che hanno fruttato profitti per milioni di euro a entrambe. Adesso però la Procura vuol capire se erano in qualche modo giustificabili, sempre alla luce del codice civile, le stratosferiche valutazioni attribuite a giocatori di livello tecnico, per usare un eufemismo, non proprio eccelso. Ma l’inchiesta ruota anche attorno ad alcune transazioni incrociate concluse dalle due milanesi con altre squadre come Chievo, Sampdoria e Parma. Gli affari sospetti sono stati ricostruiti e analizzati dal consulente tecnico della procura Luigi Magistro, un colonnello della Finanza da anni in forze come dirigente all’Agenzia delle entrate. Le plusvalenze registrate nei bilanci 2003 di Inter e Milan «risultano ancorate a valori palesemente irrealistici», queste le conclusioni della perizia, che “L’espresso” ha potuto consultare. In sostanza, le due squadre hanno gonfiato i proventi da calcio mercato. E senza queste manovre le perdite di bilancio sarebbero state ancora più elevate. Ad esempio, nel 2003 il Milan sarebbe andato in rosso per circa 46 milioni, contro i 25,6 che compaiono nei conti ufficiali. L’Inter invece, sempre nell’esercizio al 30 giugno 2003, ha limitato i danni a un deficit di 15 milioni circa grazie a plusvalenze “anomale” per 22,3 milioni. I reati ipotizzati dalla Procura si sarebbero estesi anche ai bilanci dell’anno successivo, influenzati anch’essi dalle irregolarità contabili del 2003.
Per l’Inter, oltre alla grana penale, c’è un rischio in più. Il lifting ai conti, infatti, sarebbe servito anche ad aggirare i parametri della Federcalcio per l’iscrizione al campionato 2004-05, quello dello scudetto non assegnato per lo scandalo Moggiopoli. La «mancata evidenziazione» delle perdite supplementari, recita la perizia, ha indotto «l’organismo di vigilanza (la Covisoc, ndr) a richiedere ripianamenti finanziari inferiori a quelli effettivamente necessari». Insomma, secondo i magistrati, Moratti si è iscritto con lo sconto. E ora tocca all’ufficio indagini della Federcalcio, guidato dall’ex capo della procura Francesco Saverio Borrelli, valutare se la ricostruzione dei suoi ex colleghi ha fondamento anche per la giustizia sportiva.
La perizia di Magistro racconta operazioni quantomeno sorprendenti. L’affare Crespo s’intreccia con il passaggio dall’Inter alla Lazio di un altro calciatore di fama come Bernardo Corradi. A fine giugno 2002 la società nerazzurra si assicurò l’attaccante, allora in comproprietà con il Chievo, versando alla squadra veneta 4,5 milioni, che sommati agli 800 mila già sborsati a giugno 2000, quando venne definita la comproprietà, portavano a 5,3 milioni il prezzo di Corradi. Fin qui niente di strano. Ma due mesi dopo, a fine agosto, l’ex calciatore del Chievo finì alla Lazio come parziale contropartita per il pagamento di Crespo. In quell’occasione il giocatore venne ceduto per 12 milioni. Buon per l’Inter che nel 2003 riuscì a mettere a bilancio una plusvalenza, scontando gli ammortamenti del caso, di quasi 8 milioni. I sospetti della Procura si concentrano sull’improvviso boom della valutazione di Corradi. «La circostanza che il valore (…) aumenti, in due mesi, di quasi il 140 per cento vale di per sé sola a dimostrare la palese anomalia del corrispettivo apparentemente pattuito nella cessione alla Lazio».
Queste, in breve, le conclusioni del perito. Ma, come emerge dall’indagine, la giostra degli scambi incrociati ha fruttato profitti d’oro alle due squadre milanesi anche in altre occasioni. Nel 2003 la compravendita di quattro giovani ai rivali rossoneri ha fruttato all’Inter plusvalenze per 12,9 milioni considerate “anomale” dalla Procura. Vale anche il discorso inverso: per il Milan i profitti gonfiati degli affari con la squadra di Moratti ammonterebbero a 10,7 milioni. E le poste di bilancio? Questione di opinioni, a quanto pare. Le valutazioni scendevano e salivano a seconda delle esigenze. Un caso su tutti, quello del centrocampista Giuseppe Ticli. Nel 2001 l’Inter lo mise a bilancio per 41 mila euro, salvo venderlo alla Reggiana (in serie C) per un milione. Nel 2002 Ticli torna all’Inter per 77 mila euro e la perizia ad hoc per lo spalmaperdite (febbraio 2003) valuta il calciatore soli 10 mila euro. Il boom arriva a primavera: a giugno 2003 Ticli passa al Milan per l’astronomica cifra di 3,5 milioni. Non c’è passaggio di denaro contante. L’operazione rientra in un affare più complesso tra le società milanesi che coinvolge altri sette sconosciuti giocatori. Con un’anomalia in più: le firme dei calciatori sui contratti di cessione appaiono spesso diverse da quelle che compaiono su altri documenti firmati dagli stessi giocatori. Un altro aspetto su cui ora indagano Procura e Federcalcio.

Vittorio Malagutti (L’espresso)

h1

Due pesi e due misure

24 Gennaio 2007

Totti graziato, con l’Inter ci sarà

Totti giocherà con l’Inter, il campionato è salvo, viva il Pupone. Come si sospettava, il caso della domenica è finito a tarallucci e grazia. La sceneggiata di Livorno costa al capitano una sola giornata di squalifica – da scontare contro il Siena – e 10 mila euro di ammenda. Giampaolo Tosel, il giudice sportivo, spiega di aver punito il giallorosso «per avere, al 46’ del secondo tempo, in reazione ad un fallo subito, spinto con veemenza un avversario, portando le mani all’altezza del capo dell’antagonista». Galante. Nessun riferimento allo spintone rifilato da Totti al fedelissimo Vito Scala, che sarà pure l’amico di una vita («Solo la mamma vuole più bene a Francesco», Spalletti dixit) ma per combinazione è anche un tesserato della Roma. Quel gesto, dunque, avrebbe dovuto essere sanzionato a norme dell’articolo 1 del codice di giustizia sportiva, essendo contrario al principio di lealtà. Ma per ragioni imprescrutabili l’episodio più teletrasmesso dell’ultima giornata di campionato è finito inghiottito nel nulla. Rimosso. Tosel ha preso atto: non se ne parla nel referto dell’arbitro, per quanto il parapiglia non possa essere sfuggito al guardalinee Nicoletti e al quarto uomo; non se ne parla nel rapporto dell’Ufficio Indagini.
In considerazione di tanta disattenzione, il procuratore federale, Stefano Palazzi, avrebbe potuto chiedere la prova televisiva ma pure lui si è astenuto. A questo punto il povero Tosel non ha avuto alternative: nessun sentore di violenza nel comportamento di Totti, l’attenuante del fallo subito e last but not least Scala, chi è costui? Il cerchio si chiude e nessuno se ne duole. Non l’Inter, dove trapelano commenti improntati all’ autostima: «Rispettiamo le decisioni del giudice sportivo e poi con o senza Totti ci sentiamo forti lo stesso». Il fair play è un lusso che i nerazzurri possono permettersi, alla luce degli undici punti di vantaggio e di una magnanimità sperimentata nel caso Ibra (pedata a Donadel).
Ma lo spirito buonista altrove svapora: tre giornate a Spinesi, solo ammonito però colpevole di aver insultato l’arbitro Rosetti nel tunnel («La misura è colma», tuona Lo Monaco, dg del Catania, annunciando reclamo), due a D’Anna lui pure per lesa maestà, e poi l’ordinaria amministrazione: un turno ad Accardi (Sampdoria), Colucci (Catania), Filippini (Livorno), Montolivo (Fiorentina), Moro (Empoli) e Pinzi (Udinese). (La Stampa)

h1

Dopo-Calciopoli, un conflitto d’interesse senza fine

24 Gennaio 2007

I processi di Calciopoli hanno sancito tutti i loro esiti: la Juventus gioca in B ed alcune squadre, Fiorentina in primis, stanno scontando diverse penalizzazioni.
Non per tutti però sono mesi difficili: l’ex Commissario FIGC, Guido Rossi, ora è l’amministratore delegato di Telecom Italia ma non è il solo ad aver trovato spazio, dopo lo scandalo estivo, presso l’azienda telefonica…

Guido Rossi, ex commissario FIGC, ha fatto parlare molto di se’. Soprattutto quando ha abbandonato l’incarico nel mondo del calcio per approdare, tra mille polemiche, a Telecom Italia. Una scelta poco opportuna per alcuni, una grande prova di professionalità per altri.
Sembrava comunque restare un caso sporadico, uno di quelli che le cronache trovano ogni tanto. Invece oggi vediamo che il caso ‘Calciopoli’ porta un altro protagonista, seppur meno noto, direttamente dalle vicende giudiziarie di questa estate nelle braccia dell’azienda di Tronchetti Provera.
Stavolta si tratta di Federico Maurizio d’Andrea. Oggi, infatti, Telecom Italia ha varato un nuovo assetto organizzativo e la responsabilità della Direzione Audit è stata affidata – con decorrenza 1° febbraio 2007 – proprio a lui, Federico Maurizio d’Andrea.
Ma chi è? Semplice. E’ colui che il 24 maggio scorso fu nominato come vice capo dell’Ufficio Indagini federale proprio dall’allora Commissario Rossi ed ha collaborato attivamente nelle indagini di ‘Calciopoli’ a fianco di Borrelli.
Calabrese, 47 anni, colonnello delle Fiamme Gialle, D’Andrea è comandante provinciale della Guardia di Finanza di Bergamo. Nei circa 29 anni di attività si è occupato prevalentemente di accertamenti e indagini nel settore tributario, valutario e penale-commerciale, prestando servizio anche presso il nucleo centrale di polizia tributaria e il reparto di operazioni del comando generale. Ed ora è in Telecom Italia, anche lui.
C’è chi dice che a pensar male spesso si indovina, certo è che l’Italia non ha bisogno di questi casi che danno ulteriore spinta a un clima di sospetti di cui facevamo benissimo a meno.

Andrea Trapani (Calciotoscano.it)

h1

Moggi: “L’etica tanto cercata sta sparendo”

18 Gennaio 2007

“Non ho rubato nemmeno una caramella. Starò zitto solo quando mi diranno che sono colpevole”

Luciano Moggi, ex d.g. della Juventus, ha rilasciato un’intervista a “Napoli Magazine”: “Nella nuova trasmissione su Radio Kiss Kiss parleremo anche di donne, con la rubrica “Perchè la domenica mi lasci sempre sola”: cercheremo di convincere gli uomini a restare a casa con le donne (la trasmissione “Che Kalcio”, con Valter De Maggio e Luciano Moggi, andrà in onda la domenica dalle 12 alle 13 e il martedì dalle 13 alle 14, ndr). Cercherò di mettere a disposizione del pubblico la mia esperienza. Ho scelto di andare in radio poichè, dopo aver sentito la mia voce nelle intercettazioni, devo dire che sono venuto molto bene. Il martedì, invece, curerò una rubrica, “La griglia”, con le mie previsioni sulle designazioni arbitrali della domenica. Vi svelo anche un retroscena: a Torino esiste un ristorante che si chiama “La griglia”, perciò è venuta fuori nelle intercettazioni… Se con questo giochino rischio di mettere in difficoltà Gussoni? Non credo, se l’esperimento andrà bene significherà che sappiamo designare gli arbitri. Ci tengo a fare un inciso: non era difficilissimo capire quali fossero i possibili arbitri designati; bastava vedere come avevano arbitrato la domenica prima. Non solo ad Agropoli, ma anche in altre università mi hanno chiesto di andare per incontrare gli studenti; questo dato mi gratifica molto, poichè significa che tutto quello che ho fatto non è stata aria fritta. La Costituzione sancisce la presunzione di innocenza, prima della presunzione di colpevolezza. Se uno è colpevole deve fare il mea culpa, ma se non lo è come la mettiamo con tutto quello che è stato detto e scritto? Io ho fiducia nella magistratura ordinaria. Sono pienamente cosciente di quello che ho fatto e non sto qui a ripetere quello che hanno fatto gli altri. Io non ho rubato nemmeno una caramella. Mi sono limitato a fare delle telefonate. Non ho mai parlato con arbitri o assistenti, mentre ci sono società che lo hanno fatto e ci sono le tracce. In una telefonata su una griglia arbitrale faccio il nome di 5 arbitri, che erano gli internazionali più in forma e più bravi del momento. Non ho detto il nome di un arbitro solo, ma di 5. Tra questi avevo escluso De Santis; questo può farvi capire la mia insoddisfazione ad avere un arbitro del genere. Questo mio discorso che facevano tutti, come ha detto Bergamo a più riprese, è stato intercettato ed ha avuto successo sia in radio che in tv. Le telefonate intercettate sono servite per l’audience e non per altro. Non mi sono mai sognato di dire che volevo un determinato arbitro; avevo fatto soltanto una cernita degli arbitri più importanti ed in seguito c’era il sorteggio. E al sorteggio c’era anche un giornalista che estraeva le palline, per cui era possibile soltanto ipotizzare le designazioni ma non conoscerle a priori. Il mio delitto è questo, mi sembra che sia poco. L’ipotizzato doping amministrativo di Inter e Milan? Non ho avuto il tempo di documentarmi, però una cosa l’ho sempre saputa: non so cosa significa dire di essere onesti. Nella vita, fino a prova contraria, tutti siamo onesti. Non so se ci sono le prove. Un commento però lo posso fare: stando a quanto dicono i giornali, forse è stato assegnato uno scudetto ad una squadra che non poteva partecipare alla corsa per il primo posto. Questa è una cosa carina e simpatica; in questo caso si parla di etica. Il preside dell’Università di Agropoli ha detto che io sono stato il caprio espiatorio. In effetti tutti sono stati assolti e quindi con chi facevo i trucchi? Forse li facevo sognando. Addirittura a Carraro è rimasta soltanto una multa di 80.000 euro che adesso gli verrà permutata in premio per la sua perseveranza. E’ difficile dire se siano stati utilizzati due pesi e due misure. L’Inter? Preferisco non entrare nel merito della questione, così come preferisco non sbilanciarmi sull’operato dell’ex commissario Guido Rossi. Posso dire però che Guido Rossi è venuto, ha fatto quello che doveva fare e poi è ritornato a casa. L’ha portato Nicoletti che lavora alla Saras; tutti insieme sono riusciti a fare qualcosa di bello per il calcio italiano. Mi auguro che il nostro calcio possa trarne dei vantaggi. Non critico le scelte fatte, ma critico il modo irrazionale di portare avanti le cose. Ritengo che l’Inter non meritava lo scudetto, essendo arrivata terza con un grande distacco. Tutti questi meriti non ci sono e l’etica tanto cercata sta sparendo. Anche Pancalli e Baldassarre hanno detto che non avrebbero assegnato lo scudetto all’Inter. Anche il fiorentino De Biase, che si occupò del caso scommesse nel 1980, ha detto che questo processo è stato un aborto giuridico. Il prof. Serio, che in un primo momento si era dimesso, ha poi affermato che il processo è andato avanti sull’onda emotiva portata avanti dai media e, in modo particolare, da un piccolo giornale o da qualcuno. Credo che ancora tantissime cose dovranno venire fuori. Il Napoli? Sono un tifoso degli azzurri; sono molto legato alla città e per questo ho tenuto la mia abitazione a Napoli. Il popolo napoletano merita di tornare in A. La disputa tra Matarrese e Abete per la presidenza della Figc e il nuovo che avanza? Non so cosa possa significare il nuovo che avanza; purtroppo il nuovo non avanza mai, poichè ci sono sempre gli interessi dei vecchi e dei nuovi. Non credo che nè Abete e nè Matarrese possiamo definirli nuovi. Io presidente della Figc? Per adesso è presto. All’inizio di tutta questa vicenda ero angosciato, poichè ho vissuto dei momenti che non auguro a nessuno. Credo che, con il passare del tempo, tutti abbiano capito come è andata avanti questa faccenda. Non è possibile far pesare l’intera vicenda su pochi personaggi, scelti come capri espiatori: mi riferisco al sottoscritto e a Giraudo. E’ stata intrigata la partenza, il percorso e l’arrivo di questa storia; per me è stata una specie di film giallo, e come in tutti i film giali prima o poi si deve arrivare alla conclusione. Ho deciso di resistere, poichè hanno coinvolto la mia famiglia ed in particolare mio figlio. Queste cose non si fanno. Io starò zitto soltanto quando mi diranno che sono colpevole; siccome non mi sento colpevole, vado avanti per la mia strada. Accetto anche chi fa dell’ironia nei miei confronti. Addirittura c’e’ chi ha inventato un neologismo come Moggiopoli; in realtà le intercettazioni non hanno detto proprio niente. Nel programma di radio Kiss Kiss “Che Kalcio” riproporremo anche le intercettazioni ed io le commenterò. Il mandante di calciopoli? E’ una domanda di cui si conosce la risposta; basta leggere le deposizioni di Tavaroli ed in particolar modo quella dell’8 ottobre 2006 che spiega come andavano le cose a partire dal febbraio 2003, quando fu aperto il fasciolo “Ladroni”. Un mio ritorno nel mondo del calcio? Quando a Bari sono stato informato della notizia ormai nota era come se mi fosse passato un treno addosso. Non sapevo di cosa si trattava, ma avevo sentito qualcosa poichè tutti conosciamo gli strombazzamenti di alcuni giornalisti. Molti sapevano tutto molto prima di me, anche se poi bisogna vedere cosa significa tutto. Quel giorno dissi che non avevo visto nemmeno la partita, poichè non avevo la forza. Dissi che mi avevano rubato l’anima e che non avrei fatto più parte del mondo del calcio. Io sono un ricercatore e quando ho capito di che si trattava e quando ho visto gli attacchi alla mia famiglia ho deciso, da capofamiglia, di aiutare i miei familiari. Quello che è stato fatto è indegno. Non è detto che io debba rientrare nel calcio e da questo mondo ci esco quando lo decido io, e non quando lo decidono altri come è stato fatto impropriamente fino ad ora. I processi sommari, finiti prima di nascere, non mi piacciono. Tutti abbiamo visto come è andata con Sandulli: addirittura un giudice si era dimesso dalla commissione poichè non era d’accordo con le sentenze. Risolto questo problema, tutti avranno molta più fiducia nel calcio poichè la cupola non siamo io e Giraudo. La vera cupola è composta da quelli che hanno assolto tutti quanti. L’arbitraggio di Juventus-Cesena? Se c’ero io, vi immaginate cosa avrebbero detto? Avrebbero detto che avevo comprato l’arbitro. In effetti, se la vogliamo mettere sullo scherzo, rendevo un servizio al calcio. Il nuovo re del calciomercato? I maggiori pensatori del mercato sono quelli che hanno una squalifica dai 4 ai 5 anni. E’ diventato un caos, ormai tutti fanno quello che vogliono. Nei giorni scorsi, quando c’e’ stato il consiglio di Lega, all’Hilton stazionavano tutti compreso Dal Cin che ha avuto 5 anni di squalifica per la faccenda della valigetta. Ci sono tante persone che nutrono invidia nei confronti della Juventus: gli arbitri sono quelli che sono e possono sbagliare. Non so se adesso gli arbitri sono affascinati dalla Juventus, ma adesso gli errori dei direttori di gara, che si verificano, capitano per caso. Se diamo un’occhiata agli squalificati, ci accorgiamo che la Fiorentina giocherà con l’Inter senza Ujfalusi e Mutu e che il Torino ha affrontato i nerazzurri senza Comotto e Barone, mentre il Palermo non aveva Simplicio. Finora sono 17 i giocatori importanti squalificati prima delle gare dell’Inter, mentre l’anno scorso con la Juve erano una decina. Poichè si parla dell’Inter è tutto un caso. La vera cupola è composta da chi manda avanti questo artifizio. Con gli studenti di Agropoli parlerò di calcio e gli dirò di non comportarsi come i giudici nel processo sportivo, poichè sbaglierebbero tutto nella vita. Nei processi veri devono essere ammessi i testimoni e gli avvocati difensori; questi ultimi devono avere più tempo poichè in 10 minuti possono raccontare solo una barzelletta. Gli dirò anche di non anticipare le sentenze, che possono essere sempre confutate. Hanno voluto togliermi di mezzo poichè davo fastidio; vincere troppo non fa piacere agli altri. Io credo di aver dato fastidio a tutti, poichè il mio lavoro ha dato dei risultati. Sia nel Napoli che nella Juventus ho lavorato dalle 9 della mattina fino alle 22 della sera. Una società di calcio va seguita minuto per minuto. L’Inter, in questo momento, può giocare con qualsiasi modulo poichè ha tanti campioni. I telefonini? Si rompono facilmente. In una dichiarazione di Tavaroli, quando Tronchetti Provera stava per fare la scalata a Telecom, è venuto fuori che la prima cosa che hanno fatto è stata quella di munirsi di schede internazionali. Evidentemente hanno preso la mia stessa precauzione. Mentre loro in seguito non hanno avuto più bisogno delle schede internazionali, io ne ho avuto bisogno per difendermi. Gli interessi del mercato erano soprattutto di Inter e Juventus; bastava che parlassi di mercato che loro sapevano tutto. Per questo motivo mi sono munito di schede internazionali. Quando ho capito questo giochetto, ho deciso di tutelarmi. Che consiglio di mercato mi sento di dare al Napoli? Conosco il Napoli, perchè è primo in classifica. Non l’ho seguito dal vivo e faccio fatica a sbilanciarmi. Il Napoli ha bisogno di andare in serie A; hanno tutte le potenzialità necessarie per centrare l’obiettivo. Il calcio ha bisogno del Napoli in serie A. Una volta arrivato in massima serie, occorrono dei campioni per il club partenopeo. Il Napoli ha avuto calciatori come Maradona, Careca e Bagni. Mi sembra che De Laurentiis e Marino abbiano tutta la voglia di creare qualcosa di importante. Sono due persone che meritano un applauso per quello che hanno fatto sinora; mi auguro che sia la stessa cosa per il futuro. Cosa penso di Zeman? Non penso. Faccio fatica a pensare. Su Kiss Kiss, la domenica, darò anche i miei consigli su tre partite su cui scommettere: la rubrica si chiamerà “Mò…giochiamo”. Credo che dopo un paio di settimane la sospenderanno poichè ci saranno le proteste dei tifosi che non vincono. La mia persona continua a far paura. Ritengo che sia stato fuori moda il modo in cui sono stato trattato. Sto vedendo che chi si era sbilanciato troppo sta tornando sui propri passi, poichè la paura è tanta. Non voglio dare fastidio a nessuno, cercherò soltanto di esprimere il mio pensiero poichè siamo in un’Italia libera. Mi sento qualificato per parlare ai giovani delle Università, poichè ho un’esperienza di tanti anni nel mondo dello sport. Il fatto più importante è capire la vita. Spesso i giovani non ipotizzano ciò che può verificarsi in futuro. Sono stato 35 anni ad alti livelli nel mondo del calcio. Io non sto accusando nessuno, ma cito fatti noti. Non so se l’Italia rischia di perdere Euro 2012; bisognerebbe chiederelo a Carraro. Ai tifosi juventini dico di restare vicino alla propria squadra”.

Antonio Petrazzuolo (Napoli Magazine)

h1

Rassegna stampa 12/01/2007

12 Gennaio 2007

Inter da record: 181,5 milioni di deficit!
Gianni Dragoni (Il Sole 24 Ore, 10-1-07)

Con un passivo di 181,5 milioni di euro nell’ultima stagione, l’Fc Internazionale stabilisce il primato delle perdite tra le società di calcio italiane. Il risultato emerge dal bilancio consolidato al 30giugno 2006, predisposto per la prima volta dalla squadra presieduta da Massimo Moratti, ma non divulgato.
Finora era noto il bilancio civilistico dell’Inter, approvato dai soci il 6 novembre. Questo documento dichiara una perdita netta di 31,14 milioni, un deficit contenuto rispetto alle consuetudini del club nerazzurro, reduce da una perdita di 118,7 milioni nel 20042005. Il precedente record negativo era del Parma Ac di Calisto Tanzi nel 20022003,finito in amministrazione straordinaria con 167,3 milioni di passivo.
(leggi tutto l’articolo)

- Nedved: “La Juve potrà sempre contare su di me” (Quotidiano.net, 9-1-07)

- Deschamps: “I campioni devono restare” (Datasport, 4-1-07)

- Ibra era del Milan: i misteri dell’affare dell’estate (Sports.it, 11-1-07)

h1

Il Tar dirà la sua!

12 Gennaio 2007

Ammissibile il ricorso contro lo scudetto all’Inter

I giudici del Tar del Lazio, presieduti da Francesco Corsaro, hanno accolto la richiesta presentata da “L’Ego di Napoli”. Il tutto in merito alla revoca dell’assegnazione all’Inter dello scudetto 2005-2006. Per la sentenza si dovrà attendere l’esito della discussione di merito. “Speriamo che la giustizia amministrativa – ha detto il presidente dell’Associazione Di Monda – possa spiegare se è stato giusto assegnare il titolo all’Inter”.
Quello che all’inizio poteva sembrare solo un semplice scherzo, una sorta di provocazione, inizia ora ad assumere contorni meno divertenti. Perchè i giudici della terza sezione Ter del Tribunale amministrativo del Lazio, presieduti da Francesco Corsaro, hanno deciso di accogliere la richiesta presentata dall’Associazione “L’Ego di Napoli” in merito alla revoca dell’assegnazione dello scudetto 2005-2006 all’Inter.
L’associazione, presieduta dall’avvocato Raffaele Di Monda, aveva presentato ricorso per chiedere la cancellazione del titolo di campioni d’Italia ai nerazzurri dopo che tale titolo era stato revocato alla Juve. Gli affiliati all’Associazione, infatti, hanno motivato la richiesta con “l’inesistenza del presupposto unico che doveva determinare l’assegnazione del titolo: il valore etico”. Secondo l’Associazione, che tra l’altro ha raccolto migliaia di adesioni a sostegno dell’iniziativa, l’etica della società nerazzurra sarebbe stata macchiata dalle vicende relative alla falsificazione dei passaporti, col patteggiamento Oriali-Recoba, al caso Facchetti-Pairetto, protagonisti di alcune intercettazioni telefoniche nel periodo dello scandalo Calciopoli, ed infine, in ordine di tempo, alle vicende Vieri-De Santis, con le intercettazioni che hanno gettato nella bufera Telecom, e le accuse mosse a Mancini dall’ex presidente della Lazio, Sergio Cragnotti, che lo aveva accusato di avere un ruolo all’interno della Gea.
Ora bisognerà attendere l’esito della discussione di merito del Tar, dopodichè la sentenza. Una normale procedura, anche se alla vigilia in pochi avrebbero scommesso sul successo del ricorso, tanto che non si contavano le battute. Ed invece, come ha confessatto lo stesso presidente dell’Associazione, si tratta già di un primo successo: “Adesso speriamo che la giustizia amministrativa possa spiegare realmente a milioni di italiani se sia stato giusto assegnare il titolo di Campione d’Italia alla squadra di Moratti”. (L. Talotta, Datasport)

h1

L’Inter dovrà scucirsi lo scudetto farlocco?

11 Gennaio 2007

Oggi al Tar l’udienza sul ricorso

Viste tutte le polemiche che ha suscitato la sua assegnazione, forse sarebbe stato meglio utilizzare il velcro, invece di ago e filo, per fissare lo scudetto 2005-06 sulla maglia neroazzurra. Come aveva annunciato sabato scorso dalle pagine di Tuttosport, l’avvocato Raffaele Di Monda, per conto dell’associazione l’Ego di Napoli, ha inoltrato una richiesta al Tar del Lazio per verificare l’operato della Figc.
Secondo Di Monda, non sono sufficienti i pareri degli esperti Aigner, Coccia e Pardolesi, nominati da Guido Rossi, commissario straordinario all’epoca dei fatti. L’avvocato napoletano sottolinea inoltre la superficialità delle motivazioni addotte, e afferma che il comunicato ufficiale della Figc riportava “non ricorrono motivi per non assegnare lo scudetto 2005-06 alla squadra prima classificata all’esito dei giudizi disciplinari”. Troppo poco, secondo l’Ego di Napoli.
La discussione del ricorso ha avuto inizio nella mattinata di oggi, e tra qualche ora si saprà se Di Monda e l’Ego di Napoli avranno l’opportunità di arrivare laddove neppure la Juventus aveva osato spingersi. Come diceva il grande Walt Disney, “Se puoi sognarlo, puoi farlo”. (Tgcom)