Archivio per Novembre 2006

Juventus batte Indossatori 4 a 0
30 Novembre 2006
Rassegna stampa 11/11/2006
11 Novembre 2006- L’etica fatta in casa, G. Padovan (Tuttosport, 12-10-06)
- Una giustizia formato Moratti, G. Padovan (Tuttosport, 17-10-06)
- La prossima volta dite a Zaccone di starsene zitto, F. Carioti (Libero, 28-10-06)
- Attenzione ai quei 14 milioni di tifosi, P. Della Sala (L’Opinione.it, 2-11-06)
- Moggi: “Con me il Napoli e la Juve più belli” (Tuttosport, 6-11-06)
- Il “doping” nei conti di milanesi e romane, W. Galbiati – E. Livini (laRepubblica.it, 9-11-06)
- Sky: Napoli-Juve meglio del derby di Milano (Juvenews, 9-11-06)

Come farsi restituire gli scudetti
10 Novembre 2006Bertinetti consiglia di rivolgersi al TAS
I tifosi juventini pensano, con ragione, che la Juve abbia vinto 29 scudetti. Cosa pensi il Commissario straordinario Pancalli non è chiarissimo: si è limitato a dire che «lo scudetto poteva non essere assegnato, ma la Figc non può revocarlo». E’ invece chiarissimo cosa pensava il suo predecessore, l’interista Guido Rossi, il quale, avendo capito che l’Inter non era in grado di vincere lo scudetto sul campo, quasi sistemata la questione per quanto riguarda il campionato 2006-07, gli ha regalato lui quello vinto dalla Juve nel 2005-06.
Rossi sapeva benissimo che lo scudetto ingiustamente revocato al Torino nel 1927 non fu assegnato a nessun’altra squadra; e che anche in Francia, nel 1993, si comportarono allo stesso modo, togliendo lo scudetto al Marsiglia ma non assegnandolo al Monaco, secondo classificato. E allora prima si inventò che la Uefa voleva assolutamente che si indicasse la squadra campione d’Italia; poi nominò tre persone di sua fiducia, tra cui l’ex direttore generale dell’Uefa Gerhard Aigner, per formare una Commissione di Saggi che assegnasse lo scudetto all’Inter. Il loro parere è un capolavoro di acrobazie giuridiche, che si concludono con un richiamo a criteri «di ragionevolezza e di etica sportiva».
Quale ragionevolezza? Le inchieste riguardano il campionato 2004-05 e lo scudetto sottratto alla Juve è quello del 2005-06, che non era stato oggetto di indagine: solo a un buontempone, forse anche alticcio, può quindi sembrare ragionevole togliere lo scudetto a chi lo ha vinto.
Quale etica sportiva? Non contenti del furto perpetrato, i Saggi di Rossi hanno assegnato lo scudetto all’Inter, il cui dirigente Oriali, a fine aprile 2006 (quindi nel pieno delle lamentazioni dei moralisti per “calciopoli”) patteggiava la pena, cioè ammetteva la colpa commessa, per il passaporto falso di Recoba (i reati sono ricettazione, falso e contraffazione); per non parlare del suo Presidente Moratti, il quale pensa che spiare illegalmente arbitri e giocatori sia una quisquilia.
E’ difficile immaginare che la decisione dei tre Saggi possa essere confermata da un Tribunale di giustizia sportiva. E poiché esiste il TAS, il Tribunale sportivo di Losanna
(organismo giuridico a cui tutti, da Blatter in giù, hanno dichiarato che è perfettamente legittimo rivolgersi), credo che sia doveroso da parte della Juventus farvi ricorso per ottenere giustizia. La società lo deve a se stessa; ma lo deve soprattutto a milioni di tifosi che finora hanno dovuto accettare umiliazioni e penalizzazioni basate non su colpe commesse ma sulla forza di persuasione del linciaggio mediatico.
Questa volta la Juventus non avrà contro le autorità sportive italiane tifose delle squadre rivali; né avrà di fronte giudici italiani condizionati dai media italiani. Per avere possibilità di riuscita, tuttavia, la Juventus farà bene a farsi rappresentare da un avvocato svizzero che già abbia avuto successo presso il TAS. Massima stima per gli avvocati italiani, naturalmente; ma se si vuole vincere, sospetto che si debba proprio fare così.
Paolo Bertinetti* (Tuttosport, 10 novembre 2006)
* Presidente dell’Associazione Nazionale Amici della Juventus

“Moratti voleva Moggi”
8 Novembre 2006Brambati rivela: “Ho visto con i miei occhi il contratto”
Ebbene sì, anche Massimo Moratti voleva “Big Luciano” Moggi. A smascherare le intenzioni societarie di via Durini, negate ripetutamente dal patron nerazzurro dopo l’esplosione dello scandalo di Calciopoli, è stato Massimo Brambati, ex osservatore bianconero legato alla Gea, che durante una trasmissione televisiva ieri sera ha svelato un retroscena della stagione 2000.
“Dal 1999 al 2003 ho lavorato per la Juventus e per Moggi – ha detto – e proprio in quel periodo, se non vado errato intorno al 2000, mi venne fatto osservare un contratto su carta intestata dell’ F.C.Internazionale con timbro e firma. Cosa c’era scritto sul contratto? Era il contratto proposto dalla società nerazzurra a Luciano Moggi, il quale disse a quattro di noi collaboratori della società bianconera che ci avrebbe portato con sè a Milano.
Badate bene, sono stato allontanato dalla Juventus per un mio errore e quindi oggi potrei in un certo senso ‘avercela’ con loro, ma mi assumo le responsabilità di quello che dico: l’Inter voleva Moggi. La firma sul contratto era di Moratti? Non lo so, so solo che c’erano timbro e firma, non credo che Moggi sia stato addirittura capace di falsificarle…”. (Goal.com)

L’aborto giuridico
5 Novembre 2006De Biase smonta il processo di Calciopoli
Corrado De Biase, il capo dell’ufficio indagini all’epoca dello scandalo scommesse del 1980, risponde ad uno spettatore tifoso della Juventus che telefona a Rete37, emittente privata fiorentina, dove l’ex giudice era ospite, a proposito della Juventus e dell’operato di Zaccone, legale della stessa: “Non posso sapere perchè la proprietà della Juventus si sia mossa in un certo modo, ma mi sento di dire, al 99%, che la vicenda è stata abilmente pilotata dai vertici della squadra torinese, a cominciare dalla richiesta di Zaccone, che ha lasciato tutti di stucco. Zaccone non è un incompetente, come molti credono, ma è stato solo un attore di questa vicenda. Bisogna avere, innanzitutto, il coraggio di affermare una realtà: il procedimento di questa estate ha partorito un autentico aborto giuridico. Quando parlo di “aborto giuridico” mi prendo la piena responsabilità di ciò che dico. Quando si vuole espletare in due settimane un procedimento che richiederebbe almeno 6 mesi solo per un corretto iter investigativo, non può che venir fuori un aborto giuridico. Quando si cassa, per motivi di tempo, un grado di giudizio, quando si impedisce agli imputati di portare testimoni, dossier e filmati in loro discolpa, ma gli si concede solo 15 minuti per una arringa difensiva, non si può che parlare di aborto giuridico. Quando non si concedono agli avvocati difensori degli imputati i testi integrali delle intercettazioni, adducendo che non sono pertinenti, si può solo parlare di aborto giuridico. Quando, infine, si disassegna un titolo ad una squadra, la Juventus, per assegnarlo ad un’altra, l’Internazionale, prima che sia pronunciato il verdetto del primo iter istruttorio, allora siamo ben oltre l’aborto giuridico. Non è un problema di giustizia ordinaria o sportiva: in ogni paese che si definisca civile eventuali pene e sanzioni devono essere comminate dopo che sia stato verbalizzato un verdetto di colpevolezza, mai prima. E non venitemi a parlare di normative UEFA o di liste da dare alla stessa per le coppe europee: i diritti degli imputati, tra cui quello di potersi difendere con i mezzi che l’ordinamento mette loro a disposizione, vengono prima di una partita di calcio. Il punto che mi fa pensare che Zaccone abbia agito su input della proprietà è un altro, e cioè il modo in cui si sono mossi i vertici dirigenziali della Juventus, con quel finto ricorso al TAR. Come, mi chiedo, tu allontani i dirigenti, praticamente dichiarandoti colpevole, poi assisti inerte ed impassibile ad uno scempio mediatico e giudiziario ai danni della tua squadra e poi minacci di ricorrere al TAR? E’ il concetto di chiudere la stalla quando i buoi sono fuggiti, se ci pensate bene. Prima ti fai massacrare senza muovere un dito, ti fai disassegnare il titolo, fai stilare i calendari per i campionati e le coppe europee e poi minacci di andare al TAR, strombazzando il tutto sui giornali? Sa tanto di mossa politica per placare l’ira dei tifosi, mi pare. Se Zaccone, che è uomo di valore ed esperienza, avesse avuto il mandato di evitare il disastro si sarebbe mosso in maniera diversa, nel senso che avrebbe fatto notare queste “anomalie” nel tempo intercorso tra la fine del dibattimento e l’annuncio dei verdetti. Quello, infatti, era il momento buono per minacciare di ricorrere al TAR, quando le sentenze non erano ancora state scritte, ma andava fatto in camera caritatis, chiedendo un incontro con Ruperto, Sandulli e Palazzi, e non di fronte ai giornalisti della Gazzetta. Vi prego di notare che non sto discettando di alta strategia dell’arte forense, ma dei principi basici, dell’ABC della professione, di cose che si insegnano ai ragazzi che vengono in studio a fare praticantato: se tu, avvocato difensore, ritieni di avere delle armi da giocare, chiedi un incontro con il giudice e il PM, nel periodo che intercorre tra il processo ed il verdetto, e gli fai notare che, se il responso sarà giudicato troppo severo, le userai. E qua di armi ce ne erano in quantità industriale. Poi, di fronte al fatto compiuto, chi si prende la responsabilità di fermare una macchina che macina miliardi di euro, tanto da essere la sesta industria del paese? Io, per conto mio, posso solo ribadire il concetto già espresso: una penalizzazione di 8/10 punti, una multa e la squalifica di Moggi e Giraudo per 10/12 mesi, questa era la pena congrua, a mio parere. Ogni parallelo con la vicenda del 1980 è improponibile: qua non ci sono tracce di illecito, nè di denaro o assegni. L’illecito ambientale non è un reato contemplato da nessun codice, a meno che non si parli di inquinamento atmosferico…”. (Juvenews)








