
Telecom, uno scandalo Internazionale
24 Settembre 2006Rossi-Moratti-Tronchetti Provera… sono loro la cupola vera!
La ruota gira, era solo questione di tempo. Giusto per passare da uno scandalo all’altro. Mentre la Juve placidamente va – 4-0 al Modena in gol Trezeguet (2), Del Piero e Nedved, i campioni capaci di fare la differenza e riaccendere l’entusiasmo – accadono fatti per nulla trascurabili che poco o nulla hanno a che fare con il calcio, ma molto c’entrano con giustizia ordinaria e sportiva. Sorprende, casomai, che se ne parli con tanto ritardo. L’arbitro Massimo De Santis, la cui invettiva è risuonata ieri sera al Tg5, non può avere scoperto solo in questi giorni di essere stato spiato dall’Inter di Massimo Moratti anche se ha tutto il diritto di indignarsi, anzi di essere «schifato», prima di tutto come privato cittadino.
Io, per parte mia, confesso di non essermi ancora riavuto dalle candide ammissioni del patron nerazzurro, riprese e commentate su Tuttosport di ieri. Così come non mi capacito che non sia stata ancora aperta un’inchiesta (articolo 1: lealtà) da parte dell’inquisitore sportivo. Borrelli se ne sta andando? Vada, ma ricordo al commissario Pancalli di esercitare poteri straordinari anche sulla vigilanza. L’occasione la fornisce una notizia pubblicata nell’incipit di Paolo Colonnello su La Stampa di venerdì. Curiosamente, mentre a pagina 31 Moratti rassicurava il collega Beccantini sull’assoluta estraneità dell’Inter nello scandalo Telecom, a pagina 5 dello stesso giornale ci si chiedeva a chi potesse interessare «il dossieraggio su uomini politici, imprenditori, finanzieri, personaggi dello spettacolo, calciatori, giornalisti e magistrati». Di più, sempre lo stesso articolo spiegava come la ricevuta di un pagamento intestata a “F.C. Internazionale Milano” fosse stata «ritrovata dagli inquirenti presso la sede inglese della “Worldwide Consultant Security”, una delle scatole vuote estere messe in piedi da Emanuele Cipriani per ricevere con discrezione il denaro dai suoi importanti clienti».
Se questa notizia è vera – e quantomeno nessuno è stato in grado di smentirla – mi domando come non si possa pensare ad un ampio coinvolgimento dell’Inter in una faccenda di pesantissima rilevanza penale. A maggior ragione se non c’è nemmeno bisogno di scoprire – perché lo sanno tutti e però pudicamente lo si scrive tra le righe – che Carlo Buora, amministratore delegato di Telecom, risulta essere vice-presidente dell’Inter. Sì, cari lettori, avete capito bene: Buora – cui l’arrestato Tavaroli, ex responsabile della sicurezza dell’azienda, dice di aver riferito tutto – è contemporaneamente amministratore delegato di Telecom e vice-presidente dell’Inter. Consigliere di amministrazione dal 26 ottobre 2001, è vice-presidente del club nerazzurro dal 30 gennaio 2004. Non so cos’altro ci sarà da raccontare nei prossimi giorni, però sono certo che presto qualcuno dovrà spiegare. Nel frattempo, nonostante i tentativi di imporci la mordacchia da parte del signor Adriano Galliani, registriamo che al Milan sono piuttosto nervosi. Pensate, hanno spedito un massaggiatore a «impallare» la telecamera per oscurare Seedorf in polemica con Ancelotti. E dire che Galliani si occupava di antenne e ripetitori, fino a qualche anno fa.
Giancarlo Padovan (Tuttosport, 24 settembre 2006)








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Telecom, uno scandalo Internazionale
24 Settembre 2006
Rossi-Moratti-Tronchetti Provera… sono loro la cupola vera!
La ruota gira, era solo questione di tempo. Giusto per passare da uno scandalo all’altro. Mentre la Juve placidamente va – 4-0 al Modena in gol Trezeguet (2), Del Piero e Nedved, i campioni capaci di fare la differenza e riaccendere l’entusiasmo – accadono fatti per nulla trascurabili che poco o nulla hanno a che fare con il calcio, ma molto c’entrano con giustizia ordinaria e sportiva. Sorprende, casomai, che se ne parli con tanto ritardo. L’arbitro Massimo De Santis, la cui invettiva è risuonata ieri sera al Tg5, non può avere scoperto solo in questi giorni di essere stato spiato dall’Inter di Massimo Moratti anche se ha tutto il diritto di indignarsi, anzi di essere «schifato», prima di tutto come privato cittadino.
Io, per parte mia, confesso di non essermi ancora riavuto dalle candide ammissioni del patron nerazzurro, riprese e commentate su Tuttosport di ieri. Così come non mi capacito che non sia stata ancora aperta un’inchiesta (articolo 1: lealtà) da parte dell’inquisitore sportivo. Borrelli se ne sta andando? Vada, ma ricordo al commissario Pancalli di esercitare poteri straordinari anche sulla vigilanza. L’occasione la fornisce una notizia pubblicata nell’incipit di Paolo Colonnello su La Stampa di venerdì. Curiosamente, mentre a pagina 31 Moratti rassicurava il collega Beccantini sull’assoluta estraneità dell’Inter nello scandalo Telecom, a pagina 5 dello stesso giornale ci si chiedeva a chi potesse interessare «il dossieraggio su uomini politici, imprenditori, finanzieri, personaggi dello spettacolo, calciatori, giornalisti e magistrati». Di più, sempre lo stesso articolo spiegava come la ricevuta di un pagamento intestata a “F.C. Internazionale Milano” fosse stata «ritrovata dagli inquirenti presso la sede inglese della “Worldwide Consultant Security”, una delle scatole vuote estere messe in piedi da Emanuele Cipriani per ricevere con discrezione il denaro dai suoi importanti clienti». Se questa notizia è vera – e quantomeno nessuno è stato in grado di smentirla – mi domando come non si possa pensare ad un ampio coinvolgimento dell’Inter in una faccenda di pesantissima rilevanza penale. A maggior ragione se non c’è nemmeno bisogno di scoprire – perché lo sanno tutti e però pudicamente lo si scrive tra le righe – che Carlo Buora, amministratore delegato di Telecom, risulta essere vice-presidente dell’Inter. Sì, cari lettori, avete capito bene: Buora – cui l’arrestato Tavaroli, ex responsabile della sicurezza dell’azienda, dice di aver riferito tutto – è contemporaneamente amministratore delegato di Telecom e vice-presidente dell’Inter. Consigliere di amministrazione dal 26 ottobre 2001, è vice-presidente del club nerazzurro dal 30 gennaio 2004. Non so cos’altro ci sarà da raccontare nei prossimi giorni, però sono certo che presto qualcuno dovrà spiegare. Nel frattempo, nonostante i tentativi di imporci la mordacchia da parte del signor Adriano Galliani, registriamo che al Milan sono piuttosto nervosi. Pensate, hanno spedito un massaggiatore a «impallare» la telecamera per oscurare Seedorf in polemica con Ancelotti. E dire che Galliani si occupava di antenne e ripetitori, fino a qualche anno fa.
Giancarlo Padovan (Tuttosport, 24 settembre 2006)
Porto all’Attenzione di lor signori che, questo ed altri Editoriali(principalmente questo), sono costate alcune ossa rotte all’Allora direttore di TuttoSport-Giancarlo Padovan. Alla procura di Milano sanno chi erano i Picciotti (presunti ladri Rumeni…) del brescia, E’ Chi furono i mandanti! I Quartieri Alti della Collusa Procura di Milano, avendo avuto garantito il Silenzio Mediatico dalla Cupola del candido, hanno vigliaccamente TUTTO insabbiato! Ma mi domando E’ vi domando, a due anni e mezzo di distanza da quell’infausta estate 2006, nessun campanello suona nella coscienza degli Italiani? Nessun Rimorso? Nessun…. Naomi Clein che denunci il Marciume Morale è Materiale in cui è caduto il popolo Italiano? Eliminata la Penna di Giancarlo Padovan, Tutto è Caduto in Assordante e Vergognoso Silenzio….. Quanta Tristezza….. VIGLIACCHI!!!!!!