h1

JUVENTINOVE

15 maggio 2006

Verità e propaganda

La rivendicazione di due scudetti postumi, fatta dal patron del Milan, Silvio Berlusconi, nel giorno in cui la Juve vinceva sul campo il proprio, introduce una seconda e più incandescente fase dello scandalo del calcio. Ancor prima che gli interrogatori vengano avviati e con smisurato anticipo sulle sentenze – almeno di tipo sportivo -, il presidente del Consiglio uscente impone alla vicenda un’accelerazione nel merito che stride con la presenza di un tesserato del Milan nell’inchiesta in corso, con il possibile coinvolgimento diretto della società a livello di codice sportivo e, soprattutto, con le basilari norme del diritto alla difesa. Intervento ancor più anomalo se si pensa a quale sia stato nell’ultimo decennio l’atteggiamento di Berlusconi verso la magistratura ordinaria quando ad essere oggetto di indagini, inchieste, processi era il Berlusconi imprenditore o il Berlusconi politico. Perciò l’uscita risulta essere, almeno apparentemente, intempestiva, inopportuna, disinvolta. Una lettura più attenta induce, invece, a ritenere avviate, nell’ordine, la propaganda contro gli ex interlocutori privilegiati, la presa di distanza da un gruppo dirigente juventino fino a due mesi fa così apprezzato da meritare riservatissimi incontri privati, la strategia per separare la parte sana da quella malata. Stabilendo, naturalmente, chi è relegabile su un versante e chi sull’altro. Per fortuna né Berlusconi, né altri, a meno che non siano giudici, hanno titolo per arrogarsi tali compiti. Meno che mai in una fase così acerba, ancor prima che delicata, dell’istruttoria.
Argomentare è più difficile che rivendicare. Esige un’articolazione senza comode economie. Pochi, pochissimi infatti, sotto l’ondata emotivo-mediatica di queste ore, sono disposti a riconoscere una verità lapalissiana: può darsi che sullo scudetto conquistato ieri dalla Juve a quota 91 punti si rovesci qualche pena afflittiva del passato, tuttavia questo titolo resta dal punto di vista tecnico e agonistico inattaccabile. Per renderlo ancora più credibile, serve che la magistratura dia indiretta legittimità a chi l’ha conquistato, avviando accertamenti anche sulle partite del campionato che si è appena concluso.
Ieri Luciano Moggi si è dimesso da direttore generale della Juventus, da oggi risponderà ai pm. L’attesa è finita e c’è bisogno di capire. Berlusconi non sarà d’accordo, ma noi invece crediamo ci sia molto ancora da sapere prima di arrivare a capire.

Giancarlo Padovan (Tuttosport, 15 maggio 2006)

2 commenti

  1. per sempre 29, per sempre juve, per sempre triade!


  2. per sempre 29 speriamo di no!



Lascia un Commento

Fill in your details below or click an icon to log in:

Logo WordPress.com

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Modifica )

Foto Twitter

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Modifica )

Foto di Facebook

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Modifica )

Connecting to %s

Iscriviti

Get every new post delivered to your Inbox.