Archivio per Dicembre 2005

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La grande rivincita della Juve

15 Dicembre 2005

Ma chi li ripagherà di tutto quel fango?

Avendo espresso forti perplessità sulla sentenza di primo grado, considero questa abbastanza scontata. Non capivo come il giudice unico Casalbore avesse potuto disgiungere le posizioni di Giraudo e Agricola, come avesse condannato il secondo non su prove concrete ma in base a una perizia di un esperto espressosi in modo difforme in altri due processi.
Negli anni in cui la Juve veniva accusata di aver somministrato l’epo, di aver fatto un uso illecito di farmaci consentiti e di frode sportiva, nessuno dei tanti controlli cui eran stati sottoposti i suoi giocatori avevano dato esito positivo. La stessa commissione del Coni sollecitata da Agricola a giudicarlo l’aveva assolto. Su quale base giuridica poteva essere invece, condannato? Evidentemente i tre giudici d’appello (noti per la loro levatura professionale) sono stati ancora più severi, facendo letteralmente a pezzi le tesi dell’accusa. Bocciata per clamorosi errori di diritto (l’inapplicabilità della frode sportiva al caso in questione, per esempio) e di merito (nulla prova la somministrazione di epo).
Ricordando la «catilinaria » di Guariniello contro Giraudo, la determinazione feroce con cui ha cercato di far condannare la Juve in base a teoremi assai arditi, questa sentenza pienamente assolutoria fa riflettere su diverse questioni. La pervicacia con cui la procura e Guariniello, in particolare, hanno condotto una battaglia sfociata quasi in una battaglia personale più che una doverosa ma equilibrata ricerca della verità. Il modo in cui si sono trascurati e nel primo processo e nelle richieste relative al secondo, le ragioni degli imputati.
Eppure non dovevano essere di poco conto se i giudici le hanno accolte in toto, comminando solo una multa di 2 mila euro a Giraudo per violazione della legge sulla sicurezza nei posti di lavoro. Quanto è costato questo accanimento giudiziario protrattosi per anni? Chi ripagherà gli imputati, chi ha lavorato con loro (a cominciare dal c.t. Lippi), la Juve, lo stesso calcio italiano dalle tonnellate di fango piovutegli addosso per un procedimento e una sentenza sbagliati?
È confortante che vi siano ancora giudici sereni e rispettosi del diritto, ma procure e pubblici ministeri non dovrebbero farsi guidare un po’ meno dalla passione, dalla voglia di porsi al centro del sistema (a danno della politica, del sistema bancario, ecc.) e un po’ di più dalla sostanza delle leggi? Il tribunale di Torino non cancella gli insulti, le offese, i cori, le migliaia di articoli diffamatori di cui sono stati fatto oggetto la Juve ed i suoi. Ma restituisce l’onore così malevolmente compromesso e la fierezza delle vittorie conquistate.
Lippi potrà affrontare serenamente il Mondiale, Giraudo e la dirigenza decidere il proprio futuro con un altro peso contrattuale, Federcalcio e Coni chiudere una pratica sgradevole dedicandosi con sempre maggior impegno alla lotta antidoping, quello vero, non quello virtuale.

Giorgio Tosatti (www.corriere.it)

Audio: La Rabbia di Giraudo

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Germania 2006, sorteggiati gli otto gironi

10 Dicembre 2005

Per gli azzuri Cechi e Americani come a Italia ‘90

LIPSIA, 9 dicembre 2005 – Repubblica Ceca, Stati Uniti e Ghana. All’Italia poteva andare meglio. Molto meglio. L’urna di Lipsia ha riservato agli azzurri un girone a dir poco ostico, che porterà il Ct Marcello Lippi a dover preparare la nazionale a tre sfide insidiose e, cosa ancor più importante, contro tre avversarie diverse l’una dall’altra.
La Repubblica Ceca di Pavel Nedved rappresenta l’avversaria di rango, imbottita di giocatori esperti e abituati ai grandi palcoscenici internazionali. Su tutti Tomas Rosicky, Marek Jankulovski, Milan Baros e, in caso di recupero da un brutto infortunio, il colosso dell’attacco, Jan Koller.
Gli Stati Uniti arrivano a Germania 2006 da 5 mondiali consecutivi e, soprattutto, con un approdo ai quarti di finale nel mondiale nippocoreano del 2002, dove uscirono perdendo per 1-0 con la Germania dopo aver eliminato il Messico. Gli interpreti del ’soccer’ sono una squadra organizzata, atleticamente brillante ed incentrata sul talento di Landon Donovan e su parecchi giocatori approdati nel più competitivo calcio europeo.
Poi il Ghana. Le squadre africane tradizionalmente danno sempre grossi grattacapi agli azzurri. Basti pensare all’ottavo di finale da brividi con la Nigeria ad Usa ‘94, risolto da Roberto Baggio, ma anche al Camerun che nel 1982 costrinse i futuri campioni del mondo all’1-1 delle polemiche e del silenzio stampa. Il Ghana porterà di fronte agli azzurri una squadra guidata in difesa e a centrocampo dagli ‘italiani’ Samuel Kuffour (Roma) Sulley Muntari (Udinese) e Stephen Appiah (ex Juventus, ora al Fenerbahce).
Curiosità da non sottovalutare per gli scaramantici: nel 1990, quando l’Italia si fermò in semifinale perdendo ai rigori con l’Argentina di Diego Armando Maradona, gli azzurri trovarono nel girone la ex Cecoslovacchia di Tomas Skhuravy e gli Stati Uniti. Non costituisce una curiosità, ma non va ugualmente sottovalutato, il fatto che gli azzurri in caso di passaggio del turno come seconda classificata rischiano fortemente di trovare il Brasile agli ottavi.
Negli altri 7 gironi salta agli occhi il destino crudele dell’Argentina, che oltre ad aver pescato la mina vagante Olanda dovrà vedersela nel Gruppo C, il girone di ferro di questa edizione, anche con lo spauracchio Costa d’Avorio e la temibile Serbia-Montenegro. Opposta la sorte di Germania e Brasile. I padroni di casa nel Gruppo A se la vedranno con Costa Rica, Polonia ed Ecuador: poco più di 3 squadre materasso.
La Selecao, nel Gruppo F, avrà invece di fronte Croazia, Australia e Giappone. Gara aperta, insomma, per il secondo posto. Più che abbordabile anche il Gruppo G, capitanato dalla Francia, che affronterà Svizzera, Corea del Sud e Togo.
Incrocio delicato per Sven Goran Eriksson, che nel Gruppo B guiderà l’Inghilterra contro la sua Svezia. David Beckham e soci troveranno anche Paraguay e Trinidad Tobago. La Spagna, nel Gruppo H, ha pescato dall’urna di Lipsia gli esordienti dell’Ucraina targata Shevchenko, la Tunisia e l’Arabia Saudita, mentre nel Gruppo D, tecnicamente il più modesto, il Messico ha trovato Portogallo, Iran ed Angola.
Prima del sorteggio la Germania si è presentata al mondo come una nazione pervasa dalla passione per il calcio. Dalle bellezze naturali, all’industria, all’economia, alle fasce giovanili fino al mondo sportivo nel suo complesso, il Paese che ospiterà la Coppa del Mondo del 2006, in una ‘clip di 5 minuti’, ha dato di sé l’immagine della sede ideale per la massima manifestazione calcistica. E non poteva essere altrimenti, visto che a fare gli onori di casa, oltre alla bellissima Heidi Klum, ci ha pensato Frank Beckenbauer.
Terminate le formalità proprie del tipico gala televisivo, comprese l’esibizione di un illusionista e l’invasione coloratissima e pacifica di alcuni giovanissimi che hanno preso parte ad un concorso indetto nelle scuole tedesche, lo show è proseguito con l’arrivo sul palco di Juergen Klinsmann, Ct della nazionale di casa. “Sono emozionato, non vediamo l’ora che arrivi giugno per giocare nel nostro Paese”, ha detto l’ex interista.
Poi è stato il momento di Michael Ballack, che ha raccolto dal cielo, palleggiando in bello stile, il “+Teamgeist”, il pallone ufficiale del Mondiale dedicato allo spirito di squadra. Colori classici, bianco e nero, ma design innovativo: già, perché le linee scelte da adidas richiamano vagamente le impronte lasciate dalle suole di una scarpa. (notizie.libero.it)

Altri articoli da leggere:
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http://tinyurl.com/7sjad

Calendario dell’Italia:
Hannover, 12 giugno 2006, h. 15.00: Italia – Ghana
Kaiserslautern, 17 giugno 2006, h. 18.00: Italia – U.S.A.
Amburgo, 22 giugno 2006, h. 16.00: Rep. Ceca – Italia
(eur.i1.yimg.com/eur.yimg.com/i/eu/fifa/fwc06.pdf)

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Vieri Bidone d’Oro 2005

6 Dicembre 2005

E’ lui il peggior calciatore del campionato italiano nell’anno solare

C’è oro e oro. Per esempio Ronaldinho fa il giro delle ramblas esibendo il suo, nel senso del Pallone che gli è stato consegnato a Parigi, davanti ai gran signori del calcio. Poi c’è il Bidone d’oro, riconoscimento ideato in modo davvero perfido dalla brigata di Catersport, rubrica radiofonica di Radio Rai, in onda su Radio 2 e che segue le partite di campionato e della nazionale con una diretta variegata nei toni e nei termini, stile gialappa per chi non conoscesse l’articolo in questione (ma Sergio Ferrentino il gran capo, fu anche sodale se non maestro, a Radio Popolare, del trio poi passato a Mediaset). Dunque il Bidone d’oro 2005 è Christian Vieri. Sì, proprio lui, l’ex capocannoniere della Liga spagnola, l’ex capocannoniere della serie A, l’ex di tante squadre e di tante belle femmine: così è stato individuato, da una giuria specifica formata da venticinque persone e personaggi, tra giornalisti e affini, alla quale hanno dato conforto i voti dei radioascoltatori.
Vieri, che succede a Legrottaglie e a Rivaldo bidoni d’oro nelle edizioni 2004 e 2003, ha ottenuto 2992 preferenze su un totale di 9.090 voti dunque con una percentuale del 32,92 e ha preceduto in classifica da Santiago Solari, staccatissimo con 936 voti (10,30 di percentuale); seguono Cassano (744 voti e 8,18), l’egiziano Mido, passato da Roma e traslocato al Tottenham e Adriano. A chiudere il girotondo attorno a Vieri sono stati scelti Matteo Ferrari, Figo, Abbiati, Zebina e Chimenti.
Anche Catersport ha la sua bella triade: accanto a Ferrentino esistono e resistono Giorgio Lauro e Marco Ardemagni e adesso verrà il bello: trovare il momento, la situazione, il sito dove celebrare il vincitore, in diretta radiofonica.
Christian Vieri era abituato ad altro, nella sua onorata e onerosa (per i datori di lavoro) carriera, stavolta gli toccherà alzare al cielo un trofeo diverso che premia la sua ultima stagione, vissuta a Milano tra una squadra e l’altra sempre con lo stesso risultato nebbioso. Potrebbe essere forse l’ultimo riconoscimento. Nel caso, in attesa di toccare ferro, incominci a toccare il bidone. (www.ilgiornale.it)

Classifica
1 Vieri 2.992 voti (32,92%)
2 Solari 936 (10,30%)
3 Cassano 744 (8,18%)
4 Mido 574 (6,31%)
5 Adriano 550 (6,05%)
6 M. Ferrari 440 (4,84%)
7 Figo 382 (4,20%)
8 Abbiati 332 (3,65%)
9 Zebina 316 (3,48%)
10 Chimenti 272 (2,99%)

(www.radio.rai.it/radio2/bidone/index.cfm)