Al brasiliano del Barcellona il premio di France Football
Ronaldinho Gaùcho è il Pallone d’Oro 2005. Titolo strameritato; probabilmente uno dei più azzeccati degli ultimi anni. Lo eredita da Andriy Shevchenko; la staffetta ideale, mentre “France Football”, ideatore e organizzatore, celebra i 50 anni del prestigioso riconoscimento.
Alle spalle del brasiliano si sono classificati tre rappresentanti della Premier League inglese (Lampard del Chelsea, Gerrard del Liverpool e Henry dell’Arsenal) e cinque della serie A italiana (il campione uscente Shevchenko, Maldini, Adriano, Ibrahimovic e Kakà) mentre i primi rappresentanti dei campionati francesi e tedesco sono rispettivamente Juninho (Lione, 12°) e Ballack (Bayern Monaco, 14°). In classifica anche Gigi Buffon, 19°.
Ronaldinho: il funambolo, l’artista, il mago. Veloce come una saetta, imprevedibile come un gatto, abile negli spazi stretti: tiro potente, delicato. Finte letali. Che danza in campo accarezzando l’erba. Che addomestica il pallone quasi lo avesse incollato ai piedi. Che ride perché si diverte, ma non irride l’avversario. Semmai lo doma.
Il 19 novembre scorso il Santiago Bernabeu si è alzato in piedi ad applaudirlo dopo la fantastica doppietta al Real Madrid: due imperiosi esempi di come si gioca al calcio. Ieri, contro il Racing Santander (4-1 per il Barça), dopo averne segnato uno, si è anche permesso di sbagliare un rigore, fra l’incredulità del Campo Nou. Se l’è cavata con un sorriso, mostrando al popolo catalano i suoi dentoni che nell’icona sono ormai un riferimento. E giù una montagna di applausi.
D’altronde il folletto di Porto Alegre si ride addosso. “Perché faccio divertire i miei compagni? Perché ho la faccia da scemo”. Calcio nel sangue, eredità di famiglia, è brasiliano atipico. “Saudade” (nostalgia)? Macché: il pallone è il suo cordone ombelicale; la sfera magica che regala solo gioia e lo tiene legato indissolubilmente al suo sole caldo.
Nel 1997, quando era poco più di un bimbo, meravigliò nel Mondiale Under 17; vinse la classifica dei cannonieri e fece perdere la testa agli amanti del calcio. Da allora a oggi nulla è cambiato. La sua gioia è identica; oggi come otto anni fa, quando si apriva varchi con un accenno di finta. Quando segnava gol con un movimento di fianchi per poi colpire con un potente calcio da fermo; come contro il Chelsea nell’edizione scorsa della Champions League. Il suo tamburo continuerà a suonarlo. Il samba lo seguirà come un’ombra.
Non sapremo mai se Ronaldinho Gaùcho (con l’accento sulla “u”) ha davvero centrato per quattro volte consecutive la traversa. Ma che importa. L’importante è crederci. Da uno come lui l’impossibile esiste. Lui che non fa drammi. Che vince ridendo perché in campo arriva cantando.
Classifica
1. Ronaldinho (Brasile/Barcellona) 225 punti
2. Lampard (Inghilterra/Chelsea) 148
3. Gerrard (Inghilterra/Liverpool) 142
4. Henry (Francia/Arsenal) 41
5. Shevchenko (Ucraina/Milan) 33
6. Maldini (Italia/Milan) 23
7. Adriano (Brasile/Inter) 22
8. Ibrahimovic (Svezia/Juventus) 21
9. Kakà (Brasile/Milan) 19
10. Etòo (Camerun, Barcellona) 18
10. Terry (Inghilterra/Chelsea) 18
12. Juninho (Brasile/Lione) 15
13. Makelele (Francia/Chelsea) 8
14. Ballack (Germania/Bayern) 7
14. Cech (R. Ceca/Chelsea) 7
14. Drogba (Costa d’Avorio/Chelsea) 7
14. Riquelme (Argentina/Villarreal) 7
18. Zidane (Francia/Real Madrid) 5
19. Buffon (Italia/Juventus) 4
20. Carragher (Inghilterra/Liverpool) 3
20. Cristiano Ronaldo (Portogallo/Manchester United) 3
Gaetano De Stefano (www.gazzetta.it)
Biografia
Ronaldo de Assis Moreira, meglio conosciuto come Ronaldinho (piccolo Ronaldo) o Ronaldinho Gaùcho (così come vengono chiamati gli abitanti dello Stato Rio Grande do Sul), è nato il 21 marzo 1980 a Porto Alegre, Brasile.
Il fuoriclasse cresce nel Gremio dove gioca dal 1998 al 2001. Nel 1999 l’esplosione al Mondiale Under 17, dove vince il titolo di capocannoniere. Nel suo debutto nazionale con la maglia del Brasile il 26 giugno 1999 contro il Venezuela, va subito in gol, per vincere poi la coppa America.
Nel 2001, firma un quinquennale con il Paris Saint Germain. La sua avventura francese inizia nella stagione 2001/2002 dopo una battaglia legale prolungata fra Psg e Grêmio. Il club brasiliano alla fine ottenne 4,5 milioni di dollari.
Nel 2002 l’esplosione con la conquista del titolo al Mondiale nippo-coreano. Ancora oggi fa venire la pelle d’oca il gol con uno spettacolare pallonetto da 35 metri contro l’Inghilterra nei quarti di finale; decisivo per il passaggio in semifinale. Nel 2003, Ronaldinho dice addio al triste Psg perché non riesce a qualificarsi in Champions League, destinazione Barcellona che lo acquista per 27 milioni di euro.
Ronaldinho ripaga cone moneta sonante trascinando i Blaugrana al secondo posto nella Liga spagnola durante la stagione di 2003/04. Con Eto’o, Messi, Deco, Larsson e Giuly, fa parte dell’attacco stellare del Barça, trionfa nella stagione 2004/05. Il 20 dicembre 2004, Ronaldinho viene nominato miglior giocatore al mondo della Fifa sorpassando Thierry Henry e Andriy Shevchenko. Ora, finalmente, il Pallone d’oro. Speranze di vederlo in Italia? Il calcio di casa nostra lo ama, ma allo stesso modo è attaccato alla maglia del Barcellona. Che se lo terrà stretto fino al 30 giugno del 2010. (www.gazzetta.it)