Archivio per Ottobre 2005

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Juventus, la nona sinfonia

27 Ottobre 2005

I bianconeri stabiliscono un nuovo record: nove successi consecutivi in avvio di campionato

TORINO, 26 ottobre 2005 – E sono nove. La Juventus batte anche la Sampdoria e porta a 27 punti il suo bottino stagionale. Un jackpot da record, un inizio di campionato senza precedenti. La Samp lo scorso anno aveva osato fare lo sgambetto alla Vecchia Signora al Delle Alpi grazie ad un acuto di Diana. Vendetta bianconera consumata puntualmente. Grazie a Trezeguet e Mutu, ad una squadra che è un carro armato che non conosce ostacoli, che offre tanta concretezza, ma anche spettacolo.
Capello sorprende tutti ancora una volta. Il ventilato turno di riposo per Cannavaro non arriva. Gioca Kovac, sì, ma per Thuram, che si accomoda in panchina. I padroni delle fasce sono Mutu e Nedved, Camoranesi ancora in panchina, così come Blasi cui viene preferito di nuovo Giannichedda. In avanti, invece, tutto confermato: coppia Del Piero-Trezeguet. Anche la Samp è diversa da quella ipotizzata alla vigilia: in mezzo Palombo vince il ballottaggio con Dalla Bona, in avanti non c’è Zauli, ma Borriello come vice Flachi.
La Juve è in serata da diesel. Parte piano, stenta a carburare. La Samp è quadrata, lontana parente di quella sbadata che ha concesso tre reti al Siena domenica scorsa. E così i bianconeri faticano a trovare varchi: in mezzo l’assenza degli inserimenti di Vieira si fa sentire, sulle fasce Mutu procede a sprazzi. Del Piero sembra ispirato, ma poco rifornito, così come Trezeguet. Le emozioni sono poche: Mutu al volo mette a lato su preciso assist di Del Piero, Nedved spara a rete e Antonioli si impappina; sulla respinta si avventa Trezeguet, ma è in fuorigioco. Lampi di Juve. Il gol arriva con il solito, implacabile Trezeguet, che in mischia, su azione d’angolo, anticipa Antonioli sfruttando una mezza svirgolata di Castellini. E’ la rete numero 103 per il francese, ora ad un passo da Platini. E scusate se è poco. La Samp reagisce, cattiva come la vuole il suo tecnico. Diana, che mette spesso e volentieri in difficoltà Chiellini, alza troppo la mira di testa, Bonazzoli di piede spedisce la palla fuori di un nonnulla. E finisce il primo tempo, caratterizzato da un crescendo rossiniano di spettacolo ed emozioni.
La ripresa comincia con i fuochi d’artificio: la Juve raddoppia finalizzando una grande azione impostata da Emerson e rifinita da Del Piero e Trezeguet: il marcatore è Mutu, arrivato dal Chelsea a costo zero e con il morale sotto i tacchi e rivalutato e rigenerato dalla Juve. La Samp non molla. Per niente. Kutuzov, entrato per uno spento Borriello, fa subito venire i brividi a Chimenti colpendo la parte alta della traversa bianconera. Poi Bonazzoli sfiora l’ottavo centro in campionato con il suo pezzo forte, il colpo di testa, ma non ha fortuna: palla di poco a lato. La gara ora è bella e combattuta, Novellino si gioca anche la carta Gasbarroni al posto di Zenoni, è una Samp a trazione anteriore, che non ha più nulla da perdere. Ma la Juve è solida come la roccia, o magari solo come il suo allenatore, non lascia spazi e mantiene a due (!) il totale delle reti subite finora in campionato. Sabato c’è il Milan, dopo la caduta dell’Inter l’unico avversario al momento credibile per lo scudetto. Rientreranno Thuram e Ibrahimovic: un successo varrebbe il dieci e lode ed a fine ottobre, e non è fantacalcio, darebbe una spallata pesante al campionato. Sarebbe un record, ma questa Juve ormai ci è abituata.

Riccardo Pratesi (www.gazzetta.it)

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La Juve eguaglia se stessa

24 Ottobre 2005

Il 3-0 contro il Lecce è l’ottava vittoria su otto

LECCE, 23 ottobre 2005 – Superando il Lecce in trasferta 3-0 la Juventus ha consentito al suo tecnico Fabio Capello di eguagliare un record. Sono infatti 8 le vittorie consecutive ottenute dai bianconeri dall’inizio della stagione, un primato che va a eguagliare gli 8 successi del 1930-31 ottenuti sotto la guida di Carlo Carcano e gli 8 della stagione 1985-86, con sulla tolda di comando Giovanni Trapattoni. In entrambi i casi la Juventus vinse poi lo scudetto. Delle tre serie quella di Fabio Capello rimane quella con il minor numero di reti subite (appena 2), mentre la prima, di Carcano, è quella che vanta il più alto numero di gol segnati (22). Le due serie del passato vennero interrotte sempre dal Napoli, che si impose a Torino per 2-1 il 23 novembre 1930 (reti iniziali partenopee di Buscaglia e Vojak, nella ripresa accorciava Cesarini), e in casa al San Paolo per 1-0 il 3 novembre 1985 (decise Maradona). Toccherà ora alla Sampdoria cercare di emulare i biancoazzurri e spezzare il ‘filotto’ bianconero: la data fatidica del possibile record assoluto è quella di mercoledì 26 ottobre.

M. Bordignon (www.datasport.it)

E intanto il record del Chelsea si ferma a quota 9 vittorie

LIVERPOOL, 23 ottobre 2005 – La corsa del Chelsea, che era a punteggio pieno dopo 9 giornate, si è fermata domenica in casa dell’Everton. Sopresa per gli uomini di Josè Mourinho, che proprio nello scontro con l’ultima in classifica hanno subito il primo stop stagionale. Per la precisione, i ‘Blues’ mantengono comunque l’imbattibilità, avendo pareggiato per 1-1 al Goodison Park di Liverpool.
La gara ha visto passare in vantaggio i padroni di casa, che al 37′ andavano in gol con il rigore di Beattie, concesso dall’arbitro per un fallo in area di Wright-Phillips su Cahill. Per fortuna del Chelsea, ci ha pensato Frank Lampard (capocannoniere insieme a Ruud van Nistelrooy a quota 8 reti) a riequilibrare la situazione, sganciando un destro da fuori area che risultava imprendibile per il portiere avversario.
Uno stop decisamente imprevisto per Josè Mourinho, che in stagione aveva già superato in trasferta formazioni del calibro di Tottenham, Liverpool e Wigan e in classifica viaggia a una media di 2,4 gol a partita. Fa specie anche la prestazione dell’Everton, ultima in classifica con 4 punti in 9 gare disputate. Prima di domenica, la formazione di David Moyes aveva realizzato un solo gol, e ne aveva subiti 11, aveva vinto solo una gara (in trasferta contro il Bolton) e ne aveva perse 7. Il pareggio può quindi essere con buona ragione considerato una vittoria per l’Everton, mentre il Chelsea deve arrendersi quando meno se l’aspettava. (www.datasport.it)

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Alex, che gol!

17 Ottobre 2005

Prodezza di Del Piero, Juve implacabile: 1-0 al Messina

TORINO, 15 ottobre 2005 – E’ una Juventus settebellezze. I bianconeri continuano la loro marcia da primato: le vittorie consecutive in questo inizio di campionato diventano sette, l’ultima vittima è il Messina. Ed il settebello è una carta giocata dalla Vecchia Signora tante volte, quasi sempre con successo: Alessandro Del Piero. Proprio lui, il capitano e il simbolo juventino, dato tante, troppe volte per finito, ma sempre capace di resuscitare. E di fare la differenza. Dopo l’exploit con la Nazionale, migliore in campo contro la Moldova, Pinturicchio si ripete contro i siciliani, tirando fuori dal cilindro un gol vecchia maniera: dribbling ubriacante su due difensori giallorossi (alla faccia di chi diceva che non saltava più l’uomo) e destro calibrato sul secondo palo. Applausi. Quelli del Delli Alpi, che non gli sono mai mancati, nemmeno nei momenti difficili, ed è ieri e non preistoria, e quelli di Capello, che vuole vincere sempre e forse non stravederà per Ale, ma quando lo vede al meglio lo fa giocare, eccome.
Capello sorprende tutti una volta di più: Pessotto preferito a Blasi, inventato proprio da lui terzino destro, a centrocampo fuori Camoranesi, tra i più in forma, e dentro Mutu, a sinistra, con Nedved dirottato sulla fascia destra. In avanti Ibrahimovic recupera e Don Fabio decide che non è il caso di farne a meno, a far coppia con il ritrovato Del Piero c’è dunque lo svedese e non Trezeguet, in panchina. Mutti stringe le maglie difensive: fiducia a Cristante al centro della difesa e al rientrante Zanchi (dopo la sospensione cautelare per doping) a centrocampo, schierato da diga frangiflutti.
La Juve prende subito in mano le redini del gioco, ma il centrocampo folto del Messina, che abbandona in avanti il generoso Zampagna, imbriglia spesso e volentieri la manovra bianconera. In assenza di Vieira, la Juve prova a sfondare sulle fasce, con i guizzi di Mutu e le percussioni di Nedved. Ma le azioni salienti dei padroni di casa sono firmate Del Piero: prima il suo sinistro finisce appena a lato, poi il suo destro gonfia le rete e vale l’1-0.
Nella ripresa il copione non cambia: Juve in avanti, Messina bravo a chiudersi, ma poco incisivo in fase di ripartenza. Nedved, la solita dinamo inesauribile, e Ibrahimovic, a caccia del primo gol in campionato, provano a raddoppiare, ma i loro tentativi sono sventati da un ottimo Storari. Mutti prova a mischiare le carte inserendo Di Napoli come spalla di Zampagna, il suo Messina è solido e indomito, ma non fa male alla blindatissima difesa bianconera se non grazie ad una sciagurata capocciata di Thuram che sfiora l’autorete. La Juve colpisce un palo con Trezeguet nel finale, non incanta, ma non trema, a farlo semmai devono essere le sue avversarie nella corsa al tricolore: questa Juve settebellezze fa paura.

Riccardo Pratesi (www.gazzetta.it)